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Comune di Belluno

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Comunicato

Comunicato

Comune:

Belluno

Data:

02/09/2019 00:00

Oggetto:

Oltre Le Vette 2019: Se gli uomini sono formiche dinnanzi alla Natura. Il Buzzati visionario che ci aiuta a capire il nostro oggi Presentata oggi in Sala Giunta l’immagine ufficiale della XXIII edizione di Oltre Le Vette, che racchiude lo spirito della rassegna di quest’anno: uno sguardo ecologista che riparte da Buzzati per rileggere il dopo Vaia

Descrizione:

L’immagine che abbiamo scelto quest’anno non poteva che essere opera di Dino Buzzati, che sarà al centro della mostra “Le stagioni di Buzzati” (Palazzo Fulcis, 4 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020), dove verranno presentate al pubblico fra le altre, anche diverse opere inedite dell’autore bellunese, oltre a quadri e disegni più noti, ad appunti e scritti, e a diversi oggetti personali.

L’opera, del 1967, si intitola I due leoni, ed è attualmente di proprietà di un privato bellunese. Non è pertanto comune, anche per gli amatori dell’artista, averne potuto godere.

La scelta si è orientata subito verso questa immagine perché esprime il fulcro della XXIII edizione di OLV: la riflessione sulla fragilità ma anche sulla resilienza della montagna, a un anno esatto dalla Tempesta Vaia, che ha stravolto le Dolomiti il 29 ottobre 2018. Saranno diversi gli eventi dedicati a questo tema: sia durante la settimana della rassegna, che il 29 ottobre prossimo, con un grande evento che vedrà la presentazione in anteprima nazionale del film di Francesca Gallo su Vaia, e un convegno scientifico sulle conseguenze del post tempesta.

In quest’opera come in molte altre, Buzzati esprime sicuramente le sue doti non solo di artista, e di simbolista, ma soprattutto di visionario sui destini intrecciati di uomini e montagne. Le guglie dolomitiche sono rese come grandi torri finestrate, e il piccolo esercito di omini disperatamente schierati in battaglia su un crinale erboso si protende verso i due leoni dalle enormi fauci spalancate che attendono l’assalto degli umani, che altro non sono che piccole formiche nere a cospetto della Natura. I possibili rimandi sono numerosi e trasversali. Lo spuntone erboso davanti a una quinta di guglie svettanti può evocare numerosi panorami dolomitici, da quelli della sua prima giovinezza (la “Boca de Rosp” sul Monte Serva o il monte Terne con le scoscese Pale del Balcon e la Gusèla del Vescovà appena dietro, nel gruppo della Schiara) o più probabilmente una delle mete fisse della sua maturità, con le Pale di San Martino che salgono improvvisamente di fronte ai pascoli della Val Canali.

Inoltre, le cime rappresentate nel quadro e il colore arancione rievocano il logo scelto dalla Fondazione Dolomiti Unesco – partner di OLV – per celebrare i primi 10 anni della dichiarazione delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità.

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